









Leonardo Magrelli presenta in anteprima negli spazi di JEST il suo lavoro più recente, The Plant, che raccoglie fotografie realizzate nei pressi di alcune centrali di produzione di energia. Siamo in un luogo potenziale e non specificato, in un tempo indefinito, ci muoviamo su confini temporali e storici labili, tra il giorno e la notte, tra buio e luci accecanti, naturali o artificiali che siano. Echi visivi di un immaginario cinematografico post-atomico e di fotografie degli esperimenti nucleari ci suggeriscono qualcosa, ma niente è certo. The Plant è la centrale, l'impianto, ma è anche la pianta, il materiale organico e naturale. Tra questi due elementi si compongono le immagini e si muove, unico essere umano, il fotografo.
The Plant è in fase di espansione e realizzazione. La mostra rispecchia questa natura potenziale del lavoro, adottando una formulazione aperta, frammentata e combinatoria, che invita lo spettatore a interagire con le immagini. Le fotografie perdono così la loro interezza e fissità, per approdare a una dimensione frastagliata dell’immagine, dove sono i singoli dettagli ad alternarsi tra loro, fin quasi all’astrazione.
I temi della produzione energetica e della transizione ecologica come necessità per salvare il mondo per come lo conosciamo sono tra le questioni più urgenti che la società deve affrontare. Gli interrogativi sono molti e le risposte incerte, ma provare a guardare dentro e oltre la notte, e oltre a noi, diventa sempre più inevitabile.
Il progetto è sviluppato in collaborazione con CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia e si inserisce nelle attività ideate dal centro per FUTURES Photography 2021. The Plant è la prima di una serie di mostre che si terranno nei prossimi mesi presso realtà attive nella promozione di nuovi talenti e linguaggi del contemporaneo a Torino.
Leonardo Magrelli (1989) vive e lavora Roma. Dopo gli studi in Design e in Storia dell’Arte, inizia a lavorare come graphic designer nel campo dell’editoria. L’approccio aperto alla manipolazione e al riuso delle immagini, connaturato nel lavoro grafico, così come la forte attenzione alla progettualità e alla ricerca, sono caratteristiche che in seguito influenzeranno visibilmente la pratica fotografica dell’autore. La consapevolezza della natura ibrida e ambigua delle immagini rimane infatti il sottotesto costante della sua produzione artistica. Alla sua ricerca personale affianca la collaborazione con il collettivo Vaste Programme, che fonda con Giulia Vigna e Alessandro Tini nel 2017, per dedicarsi a sperimentazioni più aperte ai campi dell’installazione, della post-fotografia e dei new media. Nel 2021 pubblica con Yoffy Press il fotolibro West of Here ed è selezionato da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia tra i giovani talenti per il progetto FUTURES Photography.









