

IL TEMA: LA TERRA VISTA DA QUAGGIÙ
Viviamo nell’Antropocene: l’attività umana ha modificato gli equilibri geologici e biologici del pianeta. Il degrado degli ecosistemi, la crisi climatica e le molteplici emergenze ambientali e sociali che ne derivano sono ormai realtà tangibili in ogni parte del pianeta, attraversano ogni luogo e condizione di vita. Gli appelli – di scienziati, attivisti e crescenti porzioni della società civile – a ridurre le emissioni e a trasformare i modelli di produzione e consumo che caratterizzano il sistema capitalista ed estrattivista contemporaneo non hanno ancora generato un cambiamento collettivo all’altezza della sfida. Inquinamento, sovrasfruttamento delle risorse, distruzione o degrado degli ecosistemi, perdita di biodiversità, eventi meteorologici estremi, dissesto idrogeologico, effetti sulla salute di molti animali (compresi gli umani), sono solo alcuni dei molti effetti generati da un approccio verso il pianeta che non guarda a questioni di sostenibilità ecologica e giustizia sociale.
È necessario e sempre più urgente “tornare sulla terra”, riconnettere i nostri sistemi di pensiero e di produzione con la materialità del mondo che ci sostiene. Forse è proprio da “quaggiù”, da uno sguardo che si abbassa al suolo e si guarda intorno, che può nascere una nuova consapevolezza: quella di far parte di un intreccio di relazioni, di ecosistemi interdipendenti, di forme di vita che ci precedono e ci superano. Spostare lo sguardo dall’antropocentrismo significa riconoscere la vulnerabilità condivisa tra umani e non umani, e cercare altri modi di abitare il mondo. I più giovani, insieme alle comunità marginalizzate, sono spesso i più colpiti o quelli che più subiranno gli effetti delle crisi ambientali, ma sono anche in molti casi i testimoni più attenti di questa transizione: osservano, documentano, resistono, immaginano.
La fotografia può documentare i danni e gli sconvolgimenti portati al pianeta, agli esseri viventi e ai non viventi; può indagarne cause e responsabilità, raccontare storie di catastrofe ma anche di resistenza e adattamento. Può essere strumento di indagine e denuncia, di speculazione o di riflessione poetica. Forse può aiutarci a vivere in modo diverso questo tempo, a contrastare l’ansia e lo smarrimento, a lottare per la giustizia climatica e sociale, e a contribuire alla costruzione di un nuovo modo di vedere, di immaginare e quindi di pensare e di vivere.
COS’È
Futuri Prossimi è un programma gratuito di produzione artistica e formazione avanzata a carattere laboratoriale approfondito e sfaccettato, che intende essere di supporto e accompagnamento all’avviamento della professione artistica per 12 partecipanti selezionatə tramite open call.
Il progetto si sviluppa principalmente intorno alla fotografia e all’immagine contemporanea, ma accompagna lə partecipanti a sviluppare competenze transdisciplinari, ampliando il campo d'azione attraverso l'ibridazione di arti, linguaggi e competenze.
L’accompagnamento allo sviluppo di progetti artistici attraverso tutoraggi e incontri e la formazione laboratoriale multidisciplinare permettono di sperimentare e mettere in pratica vari aspetti del lavoro e della ricerca insieme ad artisti e docenti professionisti.
Il percorso prevede:
– Accompagnamento allo sviluppo di progetti artistici con focus sulla fotografia e le arti visive con il tutoraggio del team di JEST (Francesca Cirilli, Tommaso Parrillo, Tomaso Clavarino) attraverso incontri di gruppo periodici nell'arco di 6 mesi.
– Formazione interdisciplinare attraverso workshop teorico-pratici, volti a integrare conoscenze e competenze dei partecipanti:
Sviluppo concept per opere audiovisive nel cinema e nelle arti visive, con Wild Strawberries (Irene Dionisio)
Relazioni con la committenza e contratti, con AWI Art Workers Italia (Virginia Lupo e Corinne Mazzoli)
Nuove tecnologie per l'arte, con Marco Scevola
Creazione soundscape / field recording / processi di sincronizzazione audio-musicali, con Sweet Life Faktory (Gabriele Concas e Matteo Marini)
Editing fotografico, con JEST (Tommaso Parrillo e Tomaso Clavarino)
Soluzioni allestitive per l'immagine, con Kublaiklan (Francesco Colombelli)
– Tutoraggi individuali “on demand”: ogni partecipante avrà a disposizione un pacchetto di ore da utilizzare per incontri individuali con i tutor e docenti del progetto.
– Letture portfolio e incontri con figure professionali come artisti, galleristi, curatori, editor, in collaborazione con professionisti ed enti partner del network artistico cittadino e internazionale (con Mucho Mas!, Giangavino Pazzola, Vittorio Mortarotti, Beatrice Zanelli–ARTECO, A PICK GALLERY e altri).
– Laboratorio didattico con gli studenti di scuola secondaria (in collaborazione con CAMERA - Centro italiano per la fotografia).
– Produzione opere e allestimento di una mostra collettiva, presso A PICK GALLERY, a conclusione del percorso, in cui i progetti realizzati – un budget di produzione è previsto per ogni partecipante – saranno presentati al pubblico e a esperti e professionisti del settore, per poi restare di proprietà degli artisti.
PER CHI
Il progetto si rivolge a 12 giovani under 30, diplomatə o laureatə (laurea o laurea magistrale) o iscrittə all’ultimo anno di corso, in discipline artistiche preferibilmente (ma non esclusivamente) legate alle arti visive presso università, accademie, scuole d’arte e fotografia e enti formativi equiparabili italiani o stranieri.
Possono partecipare giovani senza distinzioni di genere e sesso, provenienza e nazionalità (le attività didattiche si terranno in italiano).
Scarica l'OPEN CALL
Aperta dal 28/11/2026 al 15/12/2026
Un progetto di Fluxlab APS, in collaborazione con JEST,
ideato e curato da Francesca Cirilli
e con Wild Strawberries, Sweet Life Factory, Kublaiklan, AWI-Art Workers Italia, A PICK GALLERY, Layout, CAMERA-Centro Italiano per la Fotografia
con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito delle Linee guida per la formazione e l’avviamento alla professione culturale 2025-Follow on.