

Un’installazione, un libro e una performance.
Sono i tre elementi attraverso cui si snoda la riflessione di Fabrizio Vatieri sulla distanza tra la dimensione lavorativa e socializzata dell’individuo e la sua interiorità intima e spirituale. Il lavoro come reperto archeologico, oggetto d’interesse storico o documentale portato alla luce nel corso di una ricerca sistematica o di uno scavo.
Dominare spiritualmente il progresso: un’ode all’individuo, un requiem ai suoi sogni e ai suoi fallimenti.